Ritorno (d)al futuro: cosa abbiamo visto alla Maker Faire Rome

«Il desiderio di innovazione in Italia è di gran lunga superiore a quello che si pensa»

Massimo Banzi, curatore della MakerFaire

La quarta edizione della Maker Faire Rome è finita poco più di una settimana fa: ecco i tre progetti vincitori del contest INTEL sull’Iot.

La Maker Faire testimonia la sempre maggiore simbiosi tra maker e industria, ad esempio con la presentazione del primo dispositivo, lanciato da Siemens, capace di aprire il mondo delle macchine industriali alla tecnologia low cost dei creativi digitali.
Quest’anno si è presentata in grande (55.000 metri quadri di area espositiva) con gli spazi della Fiera di Roma, 700 progetti esposti e 25.000 studenti che hanno scoperto e sperimentato il mondo della fabbricazione digitale.

Intel FabLab Tour 2016: i tre progetti più interessanti basati sull ‘Internet of things

Il terzo premio: internet of things per l’agricoltura

Il terzo premio l’ha vinto il FabLab Cagliari con Saladina. Saladina è un sistema di coltivazione idroponica orizzontale, organico, per la coltivazione di piante alimentari, medicinali e ornamentali in ambienti interni.
Il sistema sfrutta le tecnologie del IoT per monitorare e controllare tutti i parametri utili alla crescita della pianta e segnalare le eventuali anomalie in un display. Così si mantengono le condizioni ottimali delle piante.

Il sistema potrà essere controllato via wireless da smartphone. Saladina risponde ai desideri green di diverso tipo, da quello legato all’autoproduzione vegetale, al green design, e a quelli del gioco e osservazione della natura. È facilmente costruibile grazie a semplici incastri, utilizza una sensoristica innovativa; offre la possibilità del riutilizzo dell’acqua di irrigazione per una settimana, la non sottrazione di terra dalla campagna, l’assenza di pesticidi chimici, ottime performance in fatto di produttività, qualità e salute: un prodotto sostenibile ed ecologico.

Il secondo premio: internet of things per la realtà virtuale

Il secondo Premiato è stato il Fablab di Bologna, con Digital Touch.

I ragazzi del Fablab Bologna hanno realizzato un guanto digitale che permette di dare senso tattile agli oggetti virtuali. Con questo guanto si possono fare simulazioni nel mondo virtuale degli oggetti. Questo progetto serve a dare il senso del tatto nella realtà virtuale. In questo tipo di realtà si hanno oggetti intangibili, mentre con questo device  la tangibilità degli oggetti diventa possibile.

Si prevedono  sviluppi futuri nel gaming ma anche in altri settori di realtà sia virtuale sia aumentata.

 

Il primo premio: internet of things dai social alla stampa

Il primo premiato è stato il FabLab di Napoli con tweetAball.

TweetAball è un sistema stand-alone semi-automatizzato in grado di trascrivere su una sfera i tweet contenenti determinati hashtag. In poche parole, una stampante che scrive sulle palline da tennis. Quando la stampante riceve il contenuto dei tweet con gli hashtag giusti, ne stampa il contenuto.

Qui si trovano le istruzioni complete su come realizzarlo.

 

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