Girls code it better: ogni anno sempre più ragazze coinvolte

Sapevate  che solo il 15% dei laureati in scienze informatiche e il 33% dei laureati in ingegneria sono donne? In Italia, ci dicono i dati, le donne ottengono in media risultati migliori degli uomini negli studi, eppure resta il cosiddetto gender gap universitario: le donne, rispetto agli uomini, sono sottorappresentate nelle discipline  STEM, ovvero Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. La questione è attualissima, soprattutto nel nostro paese: secondo l’ultimo Report del Global Gender Gap (2014), l’Italia risulta al 69esimo posto in quanto a parità di genere su un indice a livello mondiale di 142 paesi.

È in questo contesto e per rispondere con efficacia a questo problema che nasce Girls Code it Better, progetto a cui stiamo partecipando come FabLab, avvicinando le giovanissime alla tecnologia ed all’informatica e permettendo loro di scoprire le proprie potenzialità e di stimolare l’interesse verso il mondo tecnologico.

Nelle scuole che aderiscono si crea un “Club” di ragazze che che si mettono in gioco per imparare a usare il computer, programmare, progettare e disegnare con strumenti digitali, ed anche realizzare nuovi oggetti entrando nei FabLab per produrli.  Tutto avviene con la guida di un insegnante e di un maker, che coinvolgono le ragazze in un percorso formativo di ben 45 ore di formazione.

Girls code it better

Girls Code it Better  è organizzato da MAW, e mira a combattere gli stereotipi culturali che vedono nelle STEM  aree che sarebbero “meno adatte” alle donne, con gravi conseguenze sulla presenza femminile in settori che offrono importanti opportunità di lavoro. Inoltre, l’iniziativa è uno strumento di crescita personale. Le ragazze, infatti, ottengono anche competenze legate al lavoro di gruppo, alla creazione di progetti e alla collaborazione, grazie all’utilizzo del metodo “Lepida Scuola”, che si basa su un apprendimento “per problemi e progetti”. Girls code it Better negli anni scorsi ha già raggiunto 760 studentesse. Per quest’anno l’obiettivo è coinvolgere in tutto almeno 700 nuove ragazze,  ma come sottolinea l’Amministratore Delegato di MAW Francesco Turrini la richiesta è molto più elevata e si potrebbe fare molto di più: “Le scuole che si erano candidate al progetto quest’anno sono 56. Dal momento che MAW sostiene da sola tutti i costi di questa iniziativa, che è parte integrante del nostro impegno di responsabilità sociale, abbiamo potuto attivare Girls Code it Better solo per 37 di esse. Facciamo sempre di più ogni anno, abbiamo creato un modello che funziona e si può replicare senza alcun problema in qualsiasi numero di scuole: mancano all’appello le aziende e i territori, che potrebbero contribuire a sostenere l’iniziativa in modo molto più deciso”. Per ospitare il progetto Girls Code it Better, le scuole devono contribuire con l’individuazione e la disponibilità del coach-docente che guida la formazione e una aula di informatica attrezzata. MAW si occupa di tutto il resto: la progettualità, la formazione per l’insegnante-coach, l’individuazione del coach-maker che collabora con l’insegnante, l’accompagnamento complessivo delle attività.

Ormai diversi dei nostri maker sono coach in questo progetto, fra cui Pier Calderan, Daria Solovyeva, Giovanni Trapella, Federico Tente, Marco Mezzocapo, Filippo Magrini,  Salvatore Saldano.

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