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Sono bastate poche ore per raggiungere l’obiettivo minimo della campagna di crowdfunding su Kickstarter per finanziare il micro-trolley per il trasporto degli sci. Un prodotto Made in Italy, di cui alcuni accessori sono stati prototipati presso il FabLab Milano, e realizzato all’interno dell’incubatore D-NAMIC. Nato da un’idea di un giovane maker italiano che parte alla grande e promette di conquistare gli amanti dello Sci.

È già stato raggiunto il target minimo della campagna crowdfunding per il lancio ufficiale di Skiddi, il micro-trolley per gli sci – 100% Made in Italy, a elevato valore tecnico ed etico – che promette di rivoluzionare le abitudini quotidiane di 105 milioni di sciatori in tutto il mondo. La campagna partita su Kickstarter.com il 17 Marzo 2015 alle 11:30 CET ha raggiunto $10,000 in poco più di 72 ore. C’è però tempo fino al 21 Aprile per contribuire alla campagna e accaparrarsene uno in offerta speciale suKickstarter.

Skiddi è un piccolo trolley in plastica riciclata (e colorata) del peso di 86 grammi e delle dimensioni di un uovo (dunque tascabile) che si aggancia alla parte terminale di tutti gli sci attualmente in commercio (anche di quelli per i fuoripista e freestyle) e, grazie a due piccole ruote, ne permette un trasporto manuale facile, veloce e sicuro.

“Skiddi”, spiega il creatore, il giovane ingegnere milanese Sergio Pedolazzi (31 anni), “è nato da una mia esigenza. Durante una tipica domenica sciistica, mi sono chiesto perché si debba sempre provare una sensazione di fatica e frustrazione prima ancora di cominciare la giornata di sport, quando ci si trova a dover portare l’attrezzatura sportiva dal parcheggio o dall’hotel fino agli impianti di risalita, e in particolare trasportare i propri sci – o come nel mio caso anche quelli di mia moglie – su una spalla, operazione alquanto faticosa e pericolosa (anche per chi ti sta attorno), considerando che si effettua su un tragitto spesso sconnesso, in salita e indossando scarponi da sci che come sappiamo, non entrano nella top five delle calzature più stabili. A questa domanda ho provato a dare una risposta cercando in rete se ci fosse già un prodotto che facesse a caso mio, ma non trovando nulla, ho deciso di crearlo da me. Da qui, grazie a una semplice stampante 3D domestica, è nato il primo prototipo di Skiddi, poi subito brevettato. Ho capito che era l’idea giusta”, chiosa, “quando ho iniziato ad utilizzarlo e diversi sciatori mi hanno fermato per chiedermi dove avessi acquistato l’accessorio”. Per completare il prodotto, l’accessorio per adattare Skiddi agli sci da freeride è stato prototipato con una stampante 3Drag e una Delta WASP 2040 usando PLA e ABS presso il FabLab Milano.

Dopo mesi di lavoro la fantasia è diventata realtà. Da metà marzo, infatti, curiosi e appassionati possono visitare il sito Kickstarter.com (la più grande piattaforma mondiale di crowdfunding, cioè di finanziamento collettivo di progetti creativi) e prenotarne uno al prezzo di 35 dollari (circa 30 euro) comprese le spese di spedizione (dopo i primi 300 si salirà a 39 euro). Avendo ormai raggiunto l’obiettivo minimo della raccolta, le fasi di produzione inizieranno appena la campagna sarà conclusa e la consegna è prevista per la prossima stagione sciistica.

Un progetto ambizioso, visto che si rivolge – in lingua inglese – a una platea potenziale di 105 milioni di sciatori nel mondo, di cui 28 milioni stanno in Europa (soprattutto nell’arco alpino) e circa 20 negli States, dove Skiddi ha già suscitato una certa attesa (a partire della California) anche grazie al supporto della controllata californiana dell’incubatore bresciano D-Namic.

Ma Skiddi è anche un progetto eticamente corretto, un social good, perché per realizzarlo non ci si è rivolti alle fasce più basse del mercato estero (che avrebbero permesso di ridurre i costi anche di dieci volte), ma si è puntato tutto sulla qualità dei materiali e sulle ricadute sul territorio. Dalla prototipazione di alcuni accessori fatta in un ambiente aperto e stimolante come il laboratorio artigianale e no-profit del FabLab Milano, alla produzione presa in carico dagli ospiti della cooperativa sociale Airone di Pompiano (in provincia di Brescia), che è quotidianamente impegnata nel reinserimento sociale e lavorativo di persone con disagio fisico e psichico.

Qui al FabLab Milano siamo orgogliosi dei risultati ottenuti da Sergio e di averlo aiutato a trasformare un’idea originale in realtà. Sei un maker con una bella idea ma non sai come realizzarla? Vieni a trovarci e scopri come ti possiamo aiutare!